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Rimini: le 5 cose da non perdere nella Los Angeles di Italia

Scorci d’Arte imperdibili

Il passato romano di Rimini ha lasciato un’eredità incredibile: l’Arco di Augusto, uno degli unici 4 archi trionfali sopravvissuti al mondo voluti dall’imperatore Augusto, il cui marmo bianco riflette la luce del sole, trasformandolo in una porta di luce. E’ il punto di ritrovo degli adolescenti di Rimini, che qui si danno gli appuntamenti prima delle “vasche” del Sabato.

Porta dell’antica Ariminum, è il punto di arrivo per chi viene a piedi dal mare o dal Parco camminando lungo l’anello verde. Da’ inizio al Decumano alla cui estremita’ c’è  il magnifico e possente Ponte di Tiberio, perfettamente conservato, che connette il centro di Rimini con uno degli scorci più belli della città, ossia il Borgo di San Giuliano.

Il piu’ piccolo itinerario da noi scelto per chi non vuole perdere  le principali Bellezze di Rimini, si delinea sull’asse retto (Corso D’Augusto) che dall’Arco arriva sino al Ponte di Tiberio, racchiudendo 2000 anni di passaggi e di pensieri delle persone che si sono affacciate sopra e sotto i loro archi.


1.

Buongiorno Rimini!

L’Arco d’Augusto, la porta simbolo della città


 

 

L’Arco di Augusto è il punto perfetto per iniziare questa visita riminese fuori dai luoghi comuni della vita da spiaggia e ciabatte: cosa meglio di lui riesce a restituirci subito un’idea della storia di questa città? Una città tra le piu’ importanti dell’impero romano: i resti sono ricorrenti, dall’inizio della via Emilia, all’anfiteatro romano, alla spettacolare Domus del chirurgo.  Li incontreremo spesso mentre passeggiamo, nelle statue, nei nomi delle vie, nei piccoli scavi che compaiono qua e là nelle stradine principali del centro…

L’Arco Augusteo, (tra l’altro ben conservato) ha dato ispirazione all’Alberti per l’ideazione del tempio Malatestiano. Fissate la vostra attenzione sul timpano triangolare, poi sulle formelle tonde che riportano le divinità protettrici della città e di Roma, guardate i capitelli corinzi, le due colonne e l’Arco della porta. 

Prendete questi elementi come filo rosso della vostra visita o approfondite ogni dettaglio con una valida guida personale.

Ma ora addentriamoci lungo il Corso di Augusto: è la via principale del centro storico, piena di negozi delle grandi marche (ma nei vicoli vicini ci sono delle ottime ed esclusive boutique) e cominciamo questa passeggiata diretta ai punti principali di Rimini: vi troverete in una grande Piazza con un grande sole-meridiana disegnato nella Pavimentazione al suo centro . E’ Piazza Tre Martiri, incrocio del cardo e del Decumano, luogo della memoria dei Martiri della seconda Guerra Mondiale, tenete la sua destra per arrivare al Duomo della Città, candidato ad essere Patrimonio Unesco per la sua centralita’ nelle cultura che ha dato vita al Rinascimento, meglio conosciuto come:


2.

il tempio della bellezza

Una visita imperdibile al Tempio Malatestiano, che si trasformerà in un viaggio nel regno dei simboli.


 

Proseguendo la nostra passeggiata, compiamo un salto nei secoli quando ci troviamo di fronte al Duomo di Rimini, conosciuto meglio come Tempio Malatestiano, l’emblema stesso del Rinascimento. Questo tempio della bellezza è magnetico per il nostro sguardo. È capace di farci sentire piccoli esseri sovrastati dall’imponenza dell’architettura e delle capacità umane.

Lo sguardo non è l’unico a rimanerne intrappolato: anche il cuore sobbalza di fronte a una visione simile, a maggior ragione sapendo che questo luogo stava per esserci portato via dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando Rimini fu una delle citta’ piu’ colpite con il 90% degli edifici distrutti.

Ma cosa sono quei mattoni che si intravedono in cima alla facciata del Tempio?

Non sono altro che i muri della chiesa preesistente, che è stata letteralmente rivestita dal genio di Leon Battista Alberti dallo strato marmoreo che oggi vediamo. Guardando questo dettaglio, capiamo che il Tempio è incompleto! Come sarebbe potuto diventare?

Proseguendo la nostra passeggiata, compiamo un salto nei secoli quando ci troviamo di fronte al Duomo di Rimini, conosciuto meglio come Tempio Malatestiano, l’emblema stesso del Rinascimento. Questo tempio della bellezza è magnetico per il nostro sguardo. È capace di farci sentire piccoli esseri sovrastati dall’imponenza dell’architettura e delle capacità umane.

Lo sguardo non è l’unico a rimanerne intrappolato: anche il cuore sobbalza di fronte a una visione simile, a maggior ragione sapendo che questo luogo stava per esserci portato via dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando Rimini fu una delle citta’ piu’ colpite con il 90% degli edifici distrutti.

Ma cosa sono quei mattoni che si intravedono in cima alla facciata del Tempio?

Non sono altro che i muri della chiesa preesistente, che è stata letteralmente rivestita dal genio di Leon Battista Alberti dallo strato marmoreo che oggi vediamo. Guardando questo dettaglio, capiamo che il Tempio è incompleto! Come sarebbe potuto diventare?

Eccolo qui, nella medaglia di Matteo de’ Pasti, (1450), in quella ritenuta la facciata completa così come la progettò Leon Battista Alberti.

Sull’altro lato della moneta c’è l’effige del mecenate precursore di Lorenzo De’Medici  e Signore di Rimini : Sigismondo Malatesta.

 

pronti a visitare l’interno del tempio?

la parola agli esperti di bellezza!

Questo luogo è un vero libro di simboli: ogni simbolo, ogni immagine ha qualcosa da raccontare. Se cominciamo a leggerlo, non riusciamo più a smettere!

E’ stato definito da grandi studiosi un “libro scolpito nella pietra” ed anche la “Cappella Sistina della scultura”, se volete coglierne appieno le interpretazioni e la portata di questa opera per il pensiero occidentale, assolutamente è necessario farvi assistere da un vero esperto.  

Noi ci affidiamo al più grande-giovane esperto di arte e bellezze riminesi, il Prof. Giovanardi. Ed ecco che la visita al Tempio diventa indimenticabile: il Professore ci illustra e ci illumina su tutti i significati simbolici dei rilievi scolpiti nel Tempio: dai piu’ semplici come l’elefante e la rosa quadripetala ai cicli interni dei segni zodiacali sottolineando la vita di Sigismondo, l’amore per la sua Isotta uniti alla visione laica e cattolica di oriente e occidente che si sono fusi nelle decorazioni delle varie cappelle.  

Dopo la visita, usciamo nuovamente sul cardo in direzione Corso d’Augusto, verso il prossimo tesoro nascosto oppure se avete piu’ tempo allungate un poco il tragitto e prendete le stradine che costeggiano il fianco esterno del Tempio Malatestiano: troverete alcuni negozietti particolari come La carteria del centro (collane, e orecchini), Adriano La gioielleria dei Formaggi (punto di riferimento della elite dei riminesi per la sua selezione di formaggi), ma soprattutto il nostro amato Giulio, naso di profumi dell’anima.


3.

La scuola riminese del trecento

Gli affreschi della Scuola Riminese all’interno della Chiesa di Sant’Agostino


 

 

Per quanto possa sembrare una chiesa normale come tutte le altre, non fatevi ingannare dall’aspetto esteriore della Chiesa di Sant’Agostino! A noi Beautrippers piace addentrarci nei luoghi più improbabili o che solitamente passano inosservati.

Questo luogo sacro è stato molto rivalutato negli ultimi tempi grazie alle mostre sui pittori piu’ rinomati della scuola riminese come Giovanni da Rimini alla National Gallery di Londra, che hanno acceso i riflettori sul valore dei pittori del Trecento di Rimini, sulle influenze del passaggio di Giotto, ma anche grazie alle splendide foto di Gilberto Urbinati che ha ripreso da vicino le immagini degli affreschi (anche quelli posti molto in alto) e  ha permesso di renderci conto delle espressioni, dell’umanita’ dei visi e della maestria di questi pittori. Se siete come San Tommaso vi consiglio di acquistare il libro  “Il Trecento riscoperto. Gli affreschi della chiesa di Sant’Agostino di Rimini”  

Ammiriamoli da vicino nell’abside e poi seguite i consigli del Prof Giovanardi (“I colori di Rimini, una pinacoteca immaginaria”) che vi illustra gli altri capolavori della scuola del trecento esposti al Museo della Città: gli angeli con le ali variopinte come quelle dei colibrì della “Pieta'” di Giovanni Bellini sono i nostri preferiti!


4.

Il cuore della vita culturale

Piazza Cavour tra musica, arte, cibo e vita notturna


 

 

 

Piazza Cavour è un angolo di respiro che si apre dopo aver percorso il frequentatissimo Corso d’Augusto, dove scorre la linfa vitale di questo centro cittadino. 

Qui si può decidere se visitare il Teatro Galli, il nuovo Museo d’Arte Contemporanea PART (i Palazzi dell’Arte), la Fontana della Pigna (altro punto di incontro per i Riminesi Doc) oppure fare una sosta in uno dei caffè della piazza, da cui possiamo continuare ad osservarla.

Effettivamente, è uno dei pochi angoli di Rimini che conserva il colore rosso nei mattoni dei suoi edifici, cosa che ci permette di respirarne tutta la sua italianita’. Per gli amanti dei mattoni, e delle decorazioni in mattoni Rimini riserva delle belle gioie! scriveteci per avere la mappa dei vari edifici da seguire.

la passeggiata culturale continua, dietro al teatro!

Questa linea rinascimentale di Rimini, di cui il Tempio Malatestiano rappresenta uno dei massimi risultati, ha un altro punto di riferimento nella Rocca Malatestiana esattamente dietro al Teatro Galli, conosciuta come Il Castel Sismondo.  E’ la roccaforte della storia riminese e della sua cultura, essendo in origine la residenza della signoria dei Malatesta. Oggi porta avanti il suo ruolo di centro catalizzatore della cultura, ospitando al suo interno mostre temporanee: quest’anno non perdetevi la bella Mostra multimediale sul grande regista riminese Federico Fellini “Fellini 100” curata con le installazioni dello Studio Azzurro.

Due volte all’anno (in primavera e autunno) per gli amanti del giardinaggio, alla ricerca di vivai particolari e di qualità, ospita nelle sue corti interne e su tutte le piazze intorno uno degli eventi piu’ glamour e stilosi di Rimini: Giardini d’Autore. Ecco le parole di come lo descrive la sua ideatrice Silvia Montanari: “una festa dedicata alla bellezza, alla natura e al verde”.


5.

la piazza d’acqua e il ponte millenario

Oltre il Ponte di Tiberio, ci addentriamo in un Borgo senza tempo


 

Così come abbiamo fatto all’inizio del percorso passando sotto l’Arco di Augusto, ora attraversiamo un altro luogo che è un concentrato di storia: il Ponte di Tiberio. il Caput viarum della via Emilia così cara ai romani, ha festeggiato 2000 anni di buon funzionamento nonostante le guerre ed i bombardamenti, meritandosi l’appellativo di “pont e diavli” (Il ponte del diavolo) per la sua indistruttibilita’ e persistenza di fronte ad ogni attacco.

Di giorno è un via vai di pedoni e macchine (ancora per poco), ma di notte e al tramonto (golden hour!) da’ il suo meglio si trasforma in un luogo silenzioso e poetico. Il riflesso dei suoi archi si completa nell’acqua nera, diventando un cerchio perfetto.

Se il tempo a vostra disposizione ve lo permette, riposatevi ai bordi della piazza d’acqua e nel parco sottostante (il Central Park di Rimini): è un posto perfetto per fermarsi un attimo, romantico e altamente instagrammabile per fare foto o programmare la cena in qualche trattoria tipica nei paraggi.

san giuliano, antico borgo dei pescatori fermo nel tempo

Questo borgo conserva la sua aura da luogo senza tempo, anima di Amarcord di Fellini, ex covo di marinai e gente sanguigna, è una completa immersione in un’altra dimensione, fatta di vicoli stretti e silenziosi, di casette strette e di portoni colorati, carichi di vibrazioni e di vitalità dietro le tendine di pizzo che coprono le loro finestre.

È veramente un luogo imperdibile: sia perché è lo scorcio più pittoresco di Rimini, sia perché è un museo a cielo aperto! I suoi muri parlano: sono decorati con murales o con targhette che ricordano i nomi dei pescatori che le abitavano.

Oggi dietro a quelle facciate colorate si nascondono delle case di ultra design,  accoglienti e uniche. Di sera il Borgo si anima per l’aperitivo informale che spesso viene servito con i tavoli in piazza, e con i numerosi ristoranti che hanno popolato il Borgo con diverse tradizioni culinarie.

#initalia

#italianpride

 

Mi piace perchè……


 

abocar due cucine

via Carlo Farini 13, Rimini. Centro storico

 

Questo ristorante finisce dritto dritto

One thought on “Rimini: le 5 cose da non perdere nella Los Angeles di Italia

  1. Pingback: RIMINI: FOOD AND SLEEP - BeauTrip

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